Parole sante??

ottobre 12, 2010

Mi è capitato sabato, verso sera, di andare al supermercato a procacciarmi la cena (pane e formaggio) e di mettermi in coda alla cassa dietro un’allegra famigliola.

Mica per origliare, ma mentre me ne sto lì in coda ascolto la conversazione della famigliola (lei carina ma un pò sbattuta, lui normale con orecchie dalla forma strana, segno evidente di 10 anni passati a giocare a rugby o 10 minuti passati ad ascoltare la moglie, pupetta carina) o per meglio dire il monologo di lei. Probabilmente avete presente il tipo della donna gelosa senza ragione, per la quale tutte le donne, tranne lei, of course, sono delle zoccole che non fanno altro che cercare di portarle via il marito, smorfiose e poco vestite. Al primo posto ovviamente le cassiere ed in primis quella che sta lavorando ora poco davanti a loro (a me sembra una normale ragazza, normalmente vestita che fa normalmente il proprio lavoro, ma io non ho un marito da farmi accalappiare). La famigliola arriva al nastro trasportatore, carica la spesa, la cassiere saluta sorridente e scambia due battute con il marito, lasciando capire come spesso sia lui ad accollarsi l’onere di fare la spesa. La moglie è ovviamente imbufalita, sta rigida come un pilastro di fronte alla cassiera e ha sedito il marito ad imbustare la spesa; ha un’espressione arcigna che lascia presagire una futura strigliata al marito reo di cotanta confidenza con la sgualdrinella. Hanno quasi finito, lui ha le orecchie basse, lei tira fuori il portafoglio per pagare… La pupa si gira sul carrello, guarda la cassiera e con quel tono innocente che sono a 5anni si può avere le chiede:

“perchè sei tutta rossa? papà ti ha fatto l’occhiolino ANCHE OGGI?”

Certe volte, fare la coda alle casse diventa trooooooppo divertente.

Nuova attività

ottobre 6, 2010

Giusto per conoscere nuove persone, ma soprattutto, nuovi ometti papabili, ho pensato di trovare qualche altra attività, oltre alla lettura (da farsi da soli), al nuoto (difficile socializzare in piscina) e al pilates (quasi sempre frequentato solo da donne). Ho così trovato un’iniziativa della Biblioteca pubblica e mi sono iscritta: un bel gruppo di lettura!! Ovvero leggere e poi trovarsi in mezzo a 25 persone che quasi sicuramente saranno tutte donne. Vabbè…

Il gruppo è “moderato” da Ugo Cornia, giovane (per chi è giovane a 45 anni) scrittore modenese che ho conosciuto tramite un corso di scrittura in toscana tenuto da un torinese. Per capire che tipo è, andate su youtube e cercate qualche suo video, lettura o intervista, sentirlo parlare vi farà sbellicare dalle risate. Ha l’aspetto di uno che si è appena alzato dal letto e l’espressione di chi in quel letto ci ha passato, dormendo beatamente, gli ultimi 3 giorni, parla con un accento modenese che definire “marcato” è veramente poco e ad una velocità che se leggesse favole al vostro bambino, quello sarebbe già addormentato a “questa è la storia di Biancaneve e i…”.

Ordunque, che libri ha scelto questo personaggio singolare?

Durrenmatt – la promessa, un requiem per il romanzo giallo. Non conosco l’autore, ma l’idea che sia un giallo mi piace… poi leggo la trama… più che un giallo, la storia di un’ossessione. hm…

Manganelli – centuria, cento piccoli romanzi fiume. Non conosco l’autore, il titolo dà l’idea di un mega bignami di trame… ri-hm…

Ourednik – europeana, breve storia del XX secolo. Non conosco l’autore, la storia mi annoia, ma sembra che sia riuscito a mettere in 150 paginette 100 anni di storia dell’europa intera… un plauso alla sintesi

Bernhard – la cantina. Non conosco l’autore, la trama parla di uno che si nasconde in una cantina, ma nel senso di vini… invidiabile…

Due libri sono ancora da decidere, ma il settimo…

Baldini – la fondazione. Non conosco l’autore, leggo su internet che si tratta di un MONOLOGO IN DIALETTO ROMAGNOLO. °_° sul retro della copia che ho trovato si dice che “per la prima volta si pubblica… con testo italiano a fronte”. Grazie, Signore graaaaazie!!

Cosa dite, passo al gruppo “un libro un film”?

Dubbi

settembre 30, 2010

Ci sono cose che difficilmente riusciamo a spiegarci, perchè la vita di tutti noi è governata da troppe variabili.

Non sempre si può ridurre tutto al caso, a volte intervengono fattori sociologici, geometrici, psicologici, astronomici, filosofici, filologici e perchè no, fisiologici, altre volte la nostra vita risente di flussi di origine metafisica, o anche metalettere o metastoria, a seconda degli studi, ci sono varianti fisse e fesse e allora sarebbe meglio incollarle,  ci sono influenze esterne, interne, laterali e altre da febbre  e male alle ossa.

La questione è: come mai riesco a cucinare risotti perfetti, arrosti da leccarsi le orecchie e torte sublimi ma non mi riesce mai una patata lessata come si deve?

settembre 15, 2010

Dicono che leggere ti apre la mente, se uno prende i libri alla biblioteca pubblica gli si apre anche una finestra sulla vita degli altri.

In questi anni ho trovato i segnalibri più vari, da quelli “seri” a quelli che ricordano la data di riconsegna del libro (i più numerosi, visto che li inserisce la bibliotecaria), pezzi di carta strappati da quotidiani e dalla settimana enigmistica, talloncini del prestito automatico, biglietti dell’autobus e del treno, volantini pubblcitari, mini liste della spesa…

Mi piace aprire un libro e trovarci questi pezzetti di vita, mi perdo a fantasticare su chi possa aver messo un tenero gattino fra le pagine di un giallo truculento, come si possa conciliare il sudoku con un romanzo d’amore, mi chiedo se il marito, perchè sicuramente era un marito cui la moglie aveva telefonato prima di rientrare, si sia ricordato di comprare il pane e il burro (e la marmellata, no?). Mi chiedo se il pendolare Modena-Bologna che prende i libri a Modena abiti qui o là. Mi fa sorridere pensare alle vite di queste persone, immaginarle così diverse da me, ma che condividono gli stessi libri.

L’ultima volta ho trovato le istruzioni per arrivare al reparto oncologico dell’ospedale, e non ho sorriso affatto.

Chi mi aiuta?

luglio 16, 2010

Alla faccia di tutti i turisti “ma che roba mangiano in questo posto”, vista la mia passione per la cucina e il gradimento dei miei ospiti per i miei esperimenti, ho pensato bene di allargare i miei orizzonti culinari ed internazionalizzarmi.

Ho già un libro di ricette greche ed uno di spagnole. Quando andate in vacanza da qualche parte, mi comprate un libro di cucina “locale”? Preferibilmente tradotto (quello greco è fenomenale con le sue insalate piene di “citrioli”), ma può andare bene anche in inglese o francese.

Ci tengo a precisare che non voglio regali, ma che vi rimborserò della spesa compresa la spedizione a casa mia.

Grazie.

Vignette e razzismo

luglio 15, 2010

Avete già visto questa carrellata di vignette? Alcune sono bellissime. Per me, la migliore, la n°5 di Ellekappa, tristemente vera.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/10/foto/vignette-5496214/1/

La vacanza – post n°3 e con questo si chiude

luglio 12, 2010

L’Italia spreca milioni di euro per un apparato ministeriale elefantiaco, ma io vorrei proporre l’istituzione di un nuovo ministero, non solo senza portafoglio, ma che anzi ci farà guadagnare, sia economicamente che in immagine.

Il Ministero degli Italiani che NON DEVONO METTERE PIEDE FUORI DALL’ITALIA.

Entreranno nel mirino di questo nuovo ministero tutti quesgli italiani che si ritrovano sulla spiaggia più famosa di Formentera e dicono “non pensavo ci fosse così tanta gente”, quelli che vanno in Australia e “non pensavo ci volessero tante ore di aereo”, quelli che vanno in Inghilterra e “ma guarda come guidano questi”, quelli che vanno nel deserto e se ne escono con un “non pensavo che facesse così caldo” e “noi volevamo andare in Russia”… “ma in che razza di case vivono questi”, “ma come si vestono da queste parti”… Dopo una sola frase di questo tipo, i funzionari del ministero impediranno a questi italiani di mettere il naso fuori dai confini, perchè questa è gente che non capisce e non capirà mai che si va all’estero per conoscere culture diverse, non per stare esattamente come sul divano di casa propria ma potendo dire di essere stati all’estero, che fa tanto figo. Conoscere significa aprire la mente, e certa gente non sa aprire nemmeno gli occhi. Tutta questa gente andrà quindi in vacanza solo sul suolo natio, facendo entrare soldi nelle casse della nostra industria del turismo ed evitando di far credere agli stranieri che il turista medio italiano sia microcefalo.

In cima alla lista dei ricercati, ci saranno ovviamente coloro che hanno pronunciato la frase “eh, ma come si mangia in italia, da nessun’altra parte al mondo”.

RI.N.C.H.I.U.D.E.T.E.L.I.

La vacanza – post n°2

luglio 8, 2010

Al bazar di Luxor, appena capito che il gruppo con cui passeggiavo era di italiani, tutti i venditori se ne uscivano con un “italiani, ahi ahi ahi mondiale”. Tutti. Tranne uno.

Venditore: “Italiani? Andreotti gran fregatura”

Pipù: “Lo pensavamo anche noi, ma poi è arrivato di peggio”

La vacanza – post n°1

giugno 30, 2010

Immaginate la vostra Pipù comodamente (si fa per dire) seduta in aereo, che cerca di rilassarsi, un’occhiata al finestrino, un pisolino, due pagine di libro…

Dietro di lei 4 galline padovane, che in realtà erano di Venezia, ma mi piace chiamarle così, con il massimo rispetto per la vera gallina padovana, due sorelle, mamma e zia, mediamente eleganti, bei gioielli, acconciature da parrucchiere che guadagna più di me… insomma, come dicono i telegiornali, della Venezia “bene”.

Testo normale le loro voci, sottolineato i miei pensieri.

Siamo decollati da poco da una Bologna immersa nelle nuvole, che si aprono facendo vedere la costa…

“guarda, la jugoslavia” mah, sotto di noi c’è la terra e di là il mare, non dovrebbe essere il contrario?

“si, siamo sulle isole della jugoslavia” ah, ecco perchè, però… come sono grandi queste isole… certo che quella sembra proprio la nostra riviera riminiriccionecattolica con tanto di ombrelloni…

“ecco, adesso siamo sulla grecia” l’albania l’abbiamo saltata a piè pari, immagino…

“guarda, quella è la cosa (sigh) della grecia fatta a forma di mano (il peloponneso, ri-sigh)con tante isolette intorno” mah, a me sembra proprio il gargano…

“com’è grande quell’isola, dev’essere quella del colosso di lodi” che battura vecchia, adesso si metteranno a ridere come delle sceme “dai che lo conosci, una delle 3 meraviglie dell’antichità” certo, insieme all’idroscalo e la milano-laghi…

Passa poco, e il pilota annuncia che ci siamo lasciati alle spalle Brindisi e siamo sul Mediterraneo… le galline tacciono, devono aver realizzato di aver detto sfondoni per tutto il viaggio. Pipù si rilassa e intavola un’intelligentissima conversazione con il bambino del sedile di fronte, anni 3.

Dopo una mezz’oretta, compare davanti all’aereo una distesa di sabbia che non se ne vede la fine.

“questa è santa maria di leuca” …..

Del matrimonio

giugno 9, 2010
(ovvero, lo sport nazionale italiano, parlare di una cosa della quale non si ha la minima esperienza)

Tra una frazione (1/5…2/3… 3/8…) e l’altra (occupazione con la quale passo il tempo nuotando per non perdere il conto delle vasche) riflettevo ieri sera, ispirata dal post di Zdora sulle donne che, in vista del proprio matrimonio, si mettono a dieta.

Capisco la volontà di essere al proprio meglio in un giorno così emozionante e (si spera) unico, ma fino a che punto si dovrebbe spingere la ricerca di questo “meglio”?

Se per tutta la sua vita da adulta una ragazza è taglia 48, ha senso passare 6 mesi a dieta per fare un matrimonio taglia 44 per poi non riconoscersi nelle foto? Per sentirsi dire per tutto il resto della vita “eh, certo che eri magra…” che equivale ad un patetico “tesoro, ti sei proprio lasciata andare”. Alzi la mano chi non ha mai provato la sensazione di dire all’amica “credevo di vedere le foto del tuo matrimonio, invece mi hai dato quelle del primo matrimonio di tuo marito…” non riconoscendo, nei ritratti, la ragazza al proprio fianco, e non solo per i chili che ballano, ma spesso anche per un trucco bellissimo certo, ma che stravolge i connotati! E’ davvero questo il loro “meglio” o è piuttosto il meglio di qualcun altro?

Ovvio che nessuna vuole andare all’altare in ciabatte e bigodini, ma è davvero il caso di stravolgersi?

Detto questo, sia chiaro, niente contro nessuna futura sposa che voglia “tirarsi un po’” e tantomeno contro Zdora, alla quale auguro un giorno esattamente come lei lo vuole e si vuole, giusto un appello alle vecchie e ormai scomparse “mezze misure”.